venerdì 3 giugno 2011

I signorotti del calcio

Cosa dire? Uno cerca di star lontano dal calcio, specialmente dopo una stagione di sport lunga, fatta di commenti piu' o meno logici, titoli di giornale piu' o meno credibili, come il risultato di certe partite di campionato.

Poi pero' succede che nel mezzo delle ferie venga tirato per il bavero della giacca nel polifonico agone dei fatti di sport, o meglio dei tanti bar sport improvvisati lungo la Penisola.

Beppe Signori ed un'altra quindicina di avventurieri del malaffare sono stati arrestati con l'accusa di aver falsato partite allo scopo di intascare facili guadagni dalle scommesse.

Una rete meschina composta da persone in difetto di principi morali, piccoli esempi di malavita allevati e tollerati da una societa' che lascia impuniti i corrotti, legittima i bastardi ed autorizza i signorotti a qualunque sopruso.

Poveri nello spirito prima che nel conto in banca, sofferenti plebei di una societa' che gia' fa' i conti tutti i giorni con mafie e camorre, mazzette e puttane, questo gruppo di calciatori-signorotti imbecilli rischia di gettare l'ennesima ombra sul calcio italiano.

Ed il calcio non ne e' esente, se basta l'invito o l'intimidazione di qualcuno per alterare il risultato delle partite, dato che se da un lato c'e' il corruttore dall'altro c'e' il corrotto. Se da un lato c'e' il signorotto che esercita il proprio potere moggiano su calciatori in attivita', dall'altro ci sono gli stessi calciatori che soggiacendo all'influenza del potente o del denaro, si rendono corresponsabili della truffa. E lo fanno per pochi spiccioli, guadagni facili come andare a puttane; e forse non sanno che cosi' a puttane mandano la propria carriera, la propria squadra, un intero campionato e la credibilita' dello sport piu' famoso nel nostro Paese.

Un fenomeno che nasce dall'ingordigia di chi ha gia' tanto, e vuole ancora, alla spalle di coloro che il calcio in fondo lo pagano in prima persona, con gli abbonamenti televisivi e i biglietti allo stadio, le sciarpe e le magliette.

L'ennesima dimostrazione di quanto manchi nel nostro Paese il senso della disciplina civica, di quel comandamento che come un riflesso automatico sale dallo stomaco di chi viene assalito dalla tentazione e gli fa dire NO! Non lo faro' perche' e' una porcata, perche' ci sono delle pene severe, perche' sono una persona retta e corretta, perche' sono di esempio per i miei figli e vorro' esserlo per i figli dei miei figli.

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Siamo solo agli inizi di questa nuova disavventura mediatica e gia' sono gonfi i giornali ed i telegiornali, i siti internet ed i forum piu' o meno moderati.

Grandi titolisti e giornalisti attratti da nomi sempre piu' altisonanti per vendere piu' copie, a dispetto della dignita' di chi ingiustamente viene tirato in ballo, e che viene costretto a salti mortali per recuperare al proprio nome la reputazione rubata.

E vanno oltre, inseguendo come avvoltoi l'attimo in cui spunta il nome di una grande squadra, per poter impaginare un titolo a nove colonne che venda sempre piu' copie, che attiri sempre piu' clic. O che si possa dare in pasto al lettore beota che altro non aspettava per poter cantare al bar sport: Via quello scudetto!

Questo modo di affrontare la vicenda da parte di tali organi non solo travalica i confini giuridici ma opacizza la visione del pubblico, come un petardo lanciato allo stadio; e prima che il vento spazzi via la foschia, le responsabilita' saranno state dirottate dove piu' fa comodo. Ed allora dei miseri signorotti del calcio non se ne ricordera' piu' nessuno.
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lunedì 30 maggio 2011

Finale di Coppa Italia

Con la vittoria della sua settima Coppa Italia, l'Inter piu' mediocre dell'ultimo quinquennio si aggiudica il terzo titolo dell'anno, dopo supercoppa italiana e Campionato del mondo per club.

Rivestita di significati particolari (il 150esimo anniversario dell'unificazione d'Italia, alla presenza tronfia di politici piu' o meno di alto rango), la finale ha visto confrontarsi il nord contro il sud, la Lombardia ricca e potente contro la Sicilia umile e passionevole, in un contesto non facile di bollori epocali che ora dividono ora ricuciono lo spirito di unita' nazionale.

Vincere per l'Inter e' sempre stato un obbligo, ma per il Palermo sarabbe stato un sogno. Un sogno che invece si e' infranto davanti la porta stregata di Julio Cesar, in serata di grazia felina, e a causa di quel capolavoro umano, sportivo ed agonistico che e' Eto'o.

L'Inter post-triplete si congeda cosi' dal suo pubblico nel migliore dei modi, dando l'appuntamento al 6 agosto per la sfida eterna con il Milan nella supercoppa di Pechino.

Allo stesso modo, la rubrica Cloruro di Calcio si congeda dal pubblico e rinnova l'appuntamento per la prossima stagione.
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Fine dei giochi (38^ e ultima giornata)

Anche per quest'anno volge al termine il campionato di calcio. Come il rincorrersi delle stagioni, cosi' il campionato scandisce i tempi delle vite degli appassionati. L'inizio festoso dei giochi in agosto, subito seguito dall'autunno di assestamento; poi il rigido inverno dove chi sbaglia e' quasi fuori e dovra' inseguire fino alla fine; quindi la dolce primavera, in cui chi vince l'ultima vince tutto.

Il campionato sancisce i suoi due ultimi verdetti, con la qualificazione dell'Udinese ai preliminari di Champions League e la brutta batosta della Juventus condannata ad un limbo di mediocrita' proprio nell'anno che doveva essere del rilancio.

Con il campionato chiuso, l'appuntamento, gentili amici, sara' per l'ultimo post dell'anno, la finale di Coppa Italia, il prossimo 29 maggio, all'Olimpico di Roma.
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Napul e' (37^ giornata)

Verdetti della penultima giornata del campionato:
Milan e' sempre campione d'Italia
Bari, Brescia e Samp sono sempre retrocessi
Il Napoli e' in Champions League (senza preliminari)
L'Inter e' seconda (sempre che giovi al suo presidente)
La Juve e' virtualmente fuori da tutto...
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Lo vince il Milan (36^ giornata)

E' fatta. Con due giornate di anticipo ed un pareggio a reti inviolate in quel dell'Olimpico di Roma, il Milan scuce lo scudetto dalle maglie dell'Inter dopo un dominio ininterrotto durato cinque anni. Ed era dal 2004 che nessun'altra squadra lo vinceva.

Ritengo che il Milan abbia meritato il titolo nella misura in cui altre squadre, e cito l'Inter, hanno deliberatamente mollato la corsa per una serie di fattori, primi fra tutti la forma fisica e la tenuta psicologica.

Ma nella sua complessita' e lunghezza di percorso il campionato premia la squadra che nel lungo termine mette in campo piu' tenacia, capacita' tecnica e voglia di vincere. Ed allora non ho dubbi: il premio e' piu' che legittimo, al vincitore va l'abbraccio sportivo e l'auspicio che gli avversari plaudano al successo del Milan con sobrieta' e spirito di fratellanza. E' chiedere troppo?
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